Con l’arrivo dell’autunno e dei suoi splendidi colori ho pensato che mi sarebbe piaciuto realizzare qualche ritratto all’aperto sfruttando questo momento particolare dell’anno. Recentemente ho imparato che prima di scattare è meglio (molto meglio in realtà) fare i compiti.
Punto primo: preparare una mood board. Una mood board è un insieme di scatti che servono a dare un’idea visiva del risultato che si vuole ottenere, non è necessario che contenga foto simili a quelle che si vogliono realizzare ma immagini che rendano l’idea dell’atmosfera che si cerca. Non è detto che poi si debba rispettarla, anzi, ma è un buon punto di partenza.
Avere una mood board chiara e definita aiuta a trovare le collaborazioni necessarie ed a evitare equivoci sul risultato finale.
Con la mia mood board mi sono messo in cerca del soggetto e da ModelMayhem ho ricevuto la risposta di Ebbi.

Decisi i dettagli riguardanti il look si può passare a scattare, nella giornata prescelta il meteo non ci è stato troppo favorevole; cielo grigio padano e autunno che ancora stentava a mostrarsi (non ho mai visto così tanto verde a fine novembre, maledizione). Dal punto di vista tecnico per lo shooting ho portato:
- macchina fotografica (ovvio)
- 24-70 2.8, il mio “cavallo da tiro” copre tutte la maggior parte delle focali che mi possono servire per un ritratto ambientato
- 85 mm 1.8, lo specialista dei ritratti
- 1 flash e relativi trigger (tutta roba cinese)
- stativo + ombrello bianco e dorato
- gel colorati per il flash
- thermos con the caldo: fondamentale quando una poveretta accetta di posare con 8 gradi indossando solo un ponchetto di lana per proteggersi dal freddo.
Avendo delle condizioni meteo un po’ incerte, in cui il sole appariva e spariva ho scelto di “aiutarlo” con il flash e l’ombrello dorato per cercare di dare un po’ di calore alla luce. Il lavoro di preparazione che abbiamo fatto ci ha permesso di essere più efficaci durante gli scatti veri e propri e in poco meno di due ore di lavoro intenso abbiamo realizzto gli scatti che ci eravamo prefissati.
Sono molto diversi dalla mood board di partenza, perchè arrivano alla fine di un processo in cui sia io che Ebbi abbiamo portato idee e suggerimenti ma sono esattamete gli scatti per i quali abbiamo deciso di investire tempo ed energie.
L’ultima fase del lavoro è la post produzione. In questo caso ho deciso di non “calcare troppo la mano” non per snobismo nei confronti di photoshop (non c’è nulla di male nello sviluppare una foto in post produzione, chi è stato in una camera oscura sa bene che si faceva di tutto alle foto analogiche) ma perchè ho ritenuto che bastasse una semplice “color correction” per rendere al meglio il risultato che avevo in testa.
Nella galleria ci sono tutte le immagini.



